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" La cultura del socialismo italiano rappresenta un filo
rosso che consente di
interpretare senza discontinuità la storia
dell’Italia democratica e repubblicana"
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La politica estera italiana negli anni ottanta
Gli anni ottanta
segnarono una svolta per la politica internazionale. Iniziati in un
clima di aspra tensione fra i blocchi dopo la polemica sugli
“euromissili” e quella seguita all'invasione sovietica
dell'Afghanistan, terminarono con le ultime convulsioni dell'Urss,
con la fine della guerra fredda e con l'attesa di un lungo periodo
di pace. Questo volume sviluppa una serie di temi legati ai
mutamenti avvenuti durante il decennio di svolta e riguarda la
politica estera italiana.
Sono gli atti di un
convegno e consentono un'attenta e precisa ricostruzione di quegli
eventi.
L'ispirazione
generale della politica estera craxiana, la polemica
sull'installazione degli euromissili; la crisi collegata
all'episodio di Sigonella; la politica di Craxi verso l'America
latina, verso l'Europa orientale e verso l'Austria: sono questi i
temi affrontati che illustrano i caratteri della presenza nella vita
internazionale degli anni ottanta.
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La politica economica
italiana negli anni ottanta
Proporre un bilancio della
politica economica che si realizzò in Italia negli anni ottanta
significa innanzitutto ricostruire il ruolo svolto da Bettino Craxi
come uomo di Stato. Questo può essere fatto solo andando oltre la
campagna di demonizzazione che ha accompagnato l’espulsione violenta
della esperienza craxiana dalla nostra vicenda politica, e
sostituendo a essa l’impegno storiografico da far valere sia
rispetto a un acritico spirito nostalgico che nei confronti di una
polemica sterile e aprioristica.
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La grande riforma del Concordato
Dedicato alla grande riforma realizzata nel
1984 dal governo Craxi nei rapporti tra lo Stato, la Chiesa
cattolica e le altre confessioni religiose, questo volume rielabora
relazioni e interventi a partire dal convegno di studio tenutosi a
Roma, presso la Biblioteca della Camera dei Deputati, il 12 febbraio
2004, a vent’anni esatti dalla sua realizzazione. Negli studi e
nelle analisi sugli «anni di Craxi», cioè sulle politiche costruite
e realizzate per impulso e guida del leader socialista nel decennio
degli anni ’80, la politica verso le chiese rappresenta un campo per
molti versi emblematico della grande stagione di governo che
caratterizzò quel periodo e quella classe dirigente. La revisione
del Concordato del ’29 era un problema infatti che giaceva nei
cassetti dei governi della Repubblica da almeno vent’anni; e non fu
solo serenamente affrontato e positivamente risolto, con un consenso
generale e in tempi - per la tradizione italiana - rapidissimi; ma
venne saggiamente utilizzato anche per costruire una grande riforma,
sia attuando finalmente la politica delle intese con le altre
confessioni religiose prevista dalla Costituzione, sia modernizzando
l'insieme dei rapporti tra lo Stato e le Chiese.
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Moro-Craxi: Fermezza e trattativa trent'anni dopo
A
trent’anni dal rapimento e dalla tragica morte di Aldo Moro questo
quarto volume della collana dedicata a «Gli anni di Craxi» propone
una ricostruzione e una lettura critica della posizione politica e
delle azioni svolte dal Partito Socialista in quei difficili giorni.
Dando la parola ai protagonisti e ai testimoni di quel tempo,
riportando una vasta documentazione attinente ai risvolti politici e
di opinione pubblica di quella vicenda, il testo intende proporre in
particolare una valutazione storico-critica della figura e
dell’azione che Bettino Craxi svolse in quella circostanza. Ne emerge
una riflessione che si colloca fuori dal coro, tuttora
prevalentemente celebrativo, che ha caratterizzato tanta parte dei
ricordi apparsi nel marzo-aprile 2008 in occasione della ricorrenza
trentennale di questa tragica vicenda; ma anche una ricostruzione
che si colloca lontana dal richiamo al sensazionale e al misterioso
di chi ha, troppo spesso, voluto ricostruire quella tragedia come
fosse una materia da giallisti. Non c’è infatti bisogno di rovistare
in nessun retroscena per leggere oggi questo evento per quello che
fu e cioè una grande tragedia politica; come non c’è bisogno di
rincorrere nessun complotto ammantato di mistero, per riconoscere
che allora si realizzò una incredibile convergenza tra le maggiori
forze politiche, sociali e culturali all’insegna di una vera e
propria «strategia della non decisione».Di fronte alla politica
italiana e all’opinione pubblica di quel tempo emerse il
comportamento libero e generoso di un solo partito politico, quello
socialista,che non accettò di omologarsi alla cappa di conformismo
imperante e lottò per salvare la vita di un uomo.
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GENNARO ACQUAVIVA - ANTONIO BADINI
LA PAGINA SALTATA DELLA STORIA
" Bettino Craxi diventa
presidente del Consiglio il 4 agosto del 1983, quasi ventisette anni
fa. Eppure il non molto tempo trascorso sembra essersi quasi
dilatato in una lontananza che appare andare ben oltre quella di una
sola generazione.... Con queste parole Gennaro Acquaviva inizia le
sua analisi sulla decisiva azione di Craxi in politica estera.
L'opera del Governo Craxi non è limitata alla sola azione di
Sigonella, ma è anche l'allargamento dal G5 al G7, cioè l'Italia con
un ruolo da protagonista nella politica estera europea e
internazionale. "
Questo libro, edito da
Marsilio per la Fondazione Craxi e scritto da Gennaro Acquaviva e
Antonio Badini ripercorre i momenti più salienti di quel periodo.
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La "grande riforma" di Craxi
Nell'autunno del 1979 Bettino Craxi, da tre anni segretario del PSI,
impostò una proposta generale di riforma del "sistema Italia"
chiamandola "grande". A partire dalla ricostruzione di quella
preveggente intuizione politica, il volume reca elementi di
conoscenza e di valutazione rispetto alla elaborazione e all'azione
politica che, sul tema della riforma istituzionale, fu costruita nel
decennio successivo, [leggi tutto ...] sia per impulso dei
socialisti che delle altre forze politiche. Ne emerge una lezione
che può contribuire a spiegare il nostro difficile presente ma che è
anche utilizzabile nella ricerca di possibili soluzioni capaci di
ricostruire il nostro attuale, e "devastato", sistema
polico-istituzionale.
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Socialisti e comunisti negli anni di
Craxi
Gli
anni Ottanta sono stati gli anni di Craxi perché, per gran parte di
quel decennio, il psi e il suo leader, pur continuando a rimanere
minoritari, riuscirono a promuovere se stessi e la propria proposta
politica a un ruolo di centralità nel sistema. Questo avvenne in
opposizione ai due maggiori partiti del tempo. In particolare il
PCI, guidato da Enrico Berlinguer, combatté allora contro i
socialisti, ma soprattutto contro Craxi, una battaglia durissima con
una continuità che non ebbe mai tregua e che proseguì,
altrettanto violenta, anche dopo la morte del leader comunista
avvenuta nel 1984, anche oltre l’altra morte che colse Craxi nel
gennaio del 2000 nel suo esilio tunisino. Perché il “duello a
sinistra” ebbe questi esiti? Perché addirittura si inasprì dopo il
1989 e la svolta della Bolognina, di fatto allungando le sue ombre
fino al nostro difficile presente? Tutti interrogativi cui cerca di
rispondere il volume, in cui compaiono saggi di studiosi specialisti
della storia politica italiana e testimonianze di alcuni tra i
maggiori protagonisti di quelle vicende. |
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