" La cultura del socialismo italiano rappresenta un filo rosso che consente di

interpretare senza  discontinuità la storia dell’Italia democratica e repubblicana"

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La nostra Storia
   

La nascita

 

Il cammino ufficiale del Socialismo in Italia è iniziato a Genova il 15 agosto del 1892, nella Sala dei "Carabinieri genovesi", il corpo dei fucilieri garibaldini. Gli fu dato il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (P.S.L.I.), poi cambiato, l'anno successivo,al Congresso di Reggio nell'Emilia , in quello di Partito Socialista Italiano (P.S.I.). Ciò che ha sempre caratterizzato il Partito Socialista è la libertà di pensiero e di espressione di idee, per questo nella sua storia si è sempre schierato contro le ideologie e i sistemi totalitari. Quindi è naturale e fisiologico per un partito con questa connotazione che sin dalla nascita del ci siano 2 correnti: la riformistica e la massimalistica. La prima vedeva come mezzo per arrivare alle riforme sociali, meta fondamentale del socialismo, l'impegno dei Socialisti nelle istituzioni principali del paese in modo da trasformare le strutture capitalistico-borghesi in una società socialistica. La corrente massimalistica considerava inutile qualunque tentativo di accordo e di avvicinamento alle istituzioni allora vigenti e propugnava un uso, anche violento, della forza da parte del proletariato per impadronirsi del potere.

   

Il nuovo secolo

Il divario tra queste due correnti si acuì nel secolo successivo, a causa della politica colonialista di Giolitti. La corrente riformista di Turati venne messa in minoranza a vantaggio dei massimalisti, capeggiati da Mussolini. Questi assunse la direzione dell'Avanti! (1912) sino allo scoppio della Prima  Guerra Mondiale. La partecipazione dell'Italia al conflitto fu causa di un ulteriore scontro all'interno del PSI. La linea ufficiale del Partito fu di non intervento, in linea con i principi fondamentali dell'Internazionale e Mussolini, per il suo atteggiamento interventista, fu cacciato dal partito. Ma le tensioni non finirono con la cacciata di Mussolini. Più tardi, un altro atto scosse la linea politica del P.S.I. : la Rivoluzione d'ottobre. Il precario movimento operaio nell'immediato dopoguerra. Il P.S.I. si trovò, se pur forte 156 deputati eletti nel 1919, in uno Stato Liberale ormai confuso. Avrebbe dovuto scegliere tra una strategia parlamentare governativa o una drastica soluzione rivoluzionaria. Con questo clima confuso il PSI arriva al Congresso di Livorno (1921) e la scissione della sinistra (Gramsci, Terracini, Bordiga, ecc.), che fondò il Partito Comunista d'Italia. Avvenne  un chiarimento tra le cosiddette “due anime” del socialismo italiano, personificate allora dal riformista Turati e dal massimalista G. M. Serrati. L'anno successivo al Congresso di Roma avvenne la separazione definitiva tra riformisti (Turati, Treves, Modigliani, Matteotti)che uscirono dal P.S.I. per fondare il Partito Socialista Unitario, P.S.U. Questo fu,ovviamente, un fattore di ulteriore indebolimento del partito, specie in un periodo storico in cui il Fascismo si stava insediando al Potere.

  

Il Fascismo

L'avvento del fascismo, le elezioni del 1924, l'assassinio di Matteotti, l'inizio delle persecuzioni degli oppositori al regime, costrinse i socialisti (massimalisti, riformisti, del PSI, del PSU) alla clandestinità. La Francia fu la terra che accolse il maggior numero di clandestini socialisti, Pertini, Nenni, lo stesso Turati morì a Parigi nel 1932, i fratelli Rosselli. E' sempre qui in Francia che si svolgono i 3 congressi dell'esilio. Infatti nel periodo dell'esilio l'attività del Partito continuò senza sosta,tesseramenti, istituzione di una radio clandestina, organizzazione della lotta contro il regime fascista. L'esilio fu anche l'occasione per un Patto di unità d'azione con i comunisti. Questo patto li vide impegnati insieme nella lotta armata delle brigate internazionali in Spagna contro Franco.Celebre la parola d'ordine di Carlo Rosselli: «oggi in Spagna domani in Italia».

    

La Resistenza

L'accordo continuò anche in Italia durante la Resistenza e i governi del C.L.N. e Sotto la direzione di Pietro  Nenni, il partito si rinnovò anche grazie alla fusione con altri gruppi di ispirazione socialista Pertini era a capo del CLN, la

Cambiò il proprio nome in quello di Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (P.S.I.U.P.), cominciarono a farsi vive anche le esigenze di una netta autonomia ideologica e politica rispetto ai comunisti senza con ciò voler spezzare l'unità della classe operaia, né rinunciare al patto di unità d'azione col P.C.I.

Ma l'anima vitale del partito non era finita e così nel 1947, l'ala destra del Partito, contestando questa linea molto vicina al PCI, uscì dal partito, ( detta “scissione di Palazzo Barberini”) era il 1947,Saragat dava vita al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, in seguito diventato Partito Socialista Democratico Italiano (P.S.D.I.)

La parte rimante del partito riprese il nome originario di PSI, alleandosi alle elezione del 1948 con il PCI sotto il nome di Fronte Popolare.

Il deludente risultato elettorale del Fronte Popolare, il mutare degli equilibri del dopoguerra tra USA e URSS, ormai tornati nemici, l'ennesima scissione, operata questa volta da Romita che fondò il PSU, per poi confluire nel P.S.D.I., convinsero il partito e il suo Segretario a chiudere questo patto d'azione con il PCI.

    
I governi di centrosinistra

Nel gennaio del 1963 il PSI entra a far parte del primo governo di centrosinistra della storia della Repubblica italiana. Inizia un periodo di grandi riforme per lo Stato Italiano, prima fra tutte la riforma della scuola media unica e obbligatoria, la legge Gui-Codignola, dal nome del Ministro democristiano dell'Istruzione e del responsabile Scuola del PSI.

Nel 1964 il dibattito, sempre vivo e vitale all'interno del PSI, porta ad una scissione, questa volta della sinistra del Partito, che fondò il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (P.S.I.U.P., 1964).

Il cammino delle riforme del PSI prosegue in modo lento ma inesorabile, fino al

30 aprile 1969, quando il Ministro del Lavoro Giacomo Brodolini, vara definitivamente la riforma del sistema pensionistico. Viene così istituita in Italia la pensione sociale. L'anno successivo viene varato lo Statuto dei lavoratori. Istituzione delle Regioni e divorzio sono le altre due grandi conquiste ottenute dal PSI.

  

Il Midas

Il Congresso del Midas, la nomina di Bettino Craxi nel 1976 come Segretario apriva una nuova stagione per il Partito. I Socialisti, recuperando il proprio orgoglio e riappropriandosi della propria, grazie alla spinta riformista di Craxi, riuscivano a svincolarsi dall'aspetto di partito minoritario di Sinistra che rivestivano dal dopoguerra. storia, La nomina di Pertini come Presidente della Repubblica nel 1978 e di Craxi come Presidente del Consiglio nel 1983, danno al partito una visibilità che non ha precedenti nella sua storia. Anche i risultati elettorali, che dall'inizio degli anni'70 avevano iniziato un lento arresto, tornano in crescita (l'onda lunga). E' questo un periodo di grandi riforme, la nuova firma del Concordato, l'istituzione della commissione pari opportunità, la creazione del ministero dell'Ambiente (il primo Ministro dell'Ambiente fu proprio un Socialista: Giorgio Ruffolo). Particolare, durante il governo Craxi, fu la politica Estera, nella quale Bettino Craxi, ponendo come centralità la difesa e l'Indipendenza dell'Italia (sia con gli euromissili, sia con l'episodio di Sigonella) riuscì a conquistarsi e a far conquistare all'Italia a livello internazionale un ruolo di rispetto e di supremazia.

Travolto purtroppo dagli scandali, Craxi fu costretto alle dimissioni (1993) e alla guida del P.S.I. Si succedettero Giorgio Benvenuto e poi Ottaviano Del Turco. L'ex segretario aggiunto della C.G.I.L. riusciva a imporre un radicale cambiamento, sancito dal XLVII Congresso (1994) che decretava la fine del partito storico e la nascita della nuova formazione dei Socialisti italiani (Si).

   
Oggi

Nel Maggio del 1998 dalla confluenza del S.I. “Socialisti Italiani”dallo P.S.D.I. (Socialdemocratici)e dai Laburisti di Valdo Spini, nasce a Fiuggi lo S.D.I. (Socialisti Democratici Italiani) . Obiettivo del nuovo soggetto politico è quello della riunificazione delle anime del Socialismo Italiano che si era disperso dopo la parentesi di tangentopoli e la messa in liquidazione volontaria del P.S.I. avvenuta con il Congresso Nazionale di Roma del Novembre 1994. Più che di soggetto politico nuovo è meglio parlare di una rinata e decisa volontà politica per non disperdere un patrimonio ideale che con le sue battaglie di oltre un secolo ha accompagnato la trasformazione del Paese, portando le masse lavoratrici ad essere classe dirigente e di Governo. Nel 2000, alcuni esponenti socialisti (Bobo Craxi, De Michelis, Martelli) danno vita al Nuovo Psi. Pur affermando di riferirsi all'ideologia socialista, di cui riconoscono l'origine di dottrina di sinistra, il nuovo soggetto politico si colloca tra le forze del centro destra, più per motivi personali e per le vicende successive a Tangentopoli che per altro. Se oggi l’Italia è tra le sette potenze più industrializzate al mondo lo si deve in buona parte al pensiero ed all’azione dei Socialisti. Diritti Civili, Libertà collettiva ed individuali, Diritto alla salute ed all’istruzione, sviluppo sociale erano e restano i pilastri del pensiero Socialista, che con Turati, Matteotti, Nenni, Saragat, Pertini e Craxi ne hanno accompagnato l’azione in tutto il 'Novecento. Se la storia si incaricherà un giorno di definire meglio fatti ed avvenimenti degli anni ’90 resta comunque il bisogno assoluto anche agli albori del 3° Millennio di una forte ed organizzata presenza Socialista, perché l'Italia ha bisogno del Socialismo e del suo riformismo.

   
   
 

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